giovedì 11 dicembre 2008
“LE MANI SULLA SANITÀ". IN LIBRERIA 15 ANNI DI MALASANITÀ ITALIANA. VIDEO ANTEPRIMA SU YOUTUBE
È uscito in tutte le librerie il volume “Le mani sulla sanità. Da nord a sud, i predoni della salute” (Editori Riuniti) scritto da Alessio D’Amato e Dario Petti (già autori del libro “Lady Asl. La casta della sanità, fatti e misfatti”) insieme ad Orfeo Notaristefano, con una prefazione del senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale. Sul sito di Youtube è presente il promovideo del libro.
Nelle 208 pagine del nuovo volume della Editori Riuniti, al costo di € 14, vengono ricostruiti, attraverso inchieste e documenti, alcuni dei fatti più eclatanti di corruzione e malaffare nella sanità italiana.
“Questo libro intende ripercorrere le vicende più oscure degli ultimi 15 anni della sanità nazionale, attraverso una carrellata di episodi tristemente noti alle cronache che spaziano da De Lorenzo a Del Turco, passando per la clinica degli orrori Santa Rita di Milano, il cui processo è iniziato proprio in questi giorni, l’omicidio Fortugno in Calabria, i pazienti fantasma della Sicilia e le novità sul caso Lady Asl nel Lazio – afferma Alessio D’Amato -. Chi ha a cuore il modello del nostro Sistema sanitario nazionale, a 30 anni dalla sua riforma, non può non mettere al centro il tema del merito e dei controlli. Tutti questi episodi ci ammoniscono infatti che oggi occorre difendere quel modello, ma riscoprendo una nuova etica pubblica e una maggiore moralità nella politica. Il denaro sottratto illecitamente alla sanità pubblica è un reato odioso, compiuto da veri e propri predoni della salute”.
mercoledì 10 dicembre 2008
Dal contadino al Monsignore: la malasanità non fa distinzione

OMICIDIO FORTUGNO: CHIEDIAMO GIUSTIZIA...
Dal Corriere della Sera di oggi, 10 dicembre, pag. 20“Il Procuratore di Reggio Calabria, Pignatone, ha chiesto quattro ergastoli per i presunti mandanti ed esecutori dell’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno, ucciso a Locri il 16 ottobre 2005. Si tratta di Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, Salvatore Ritorto e Domenico Audino”.
(la foto è tratta da Repubblica.it)
70 FALSI INFERMIERI
Ho tratto questa notizia da Repubblica.it di oggi:
“I carabinieri del Nas di Cosenza hanno arrestato 70 falsi infermieri, impiegati presso strutture pubbliche e private della Regione Calabria. Secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbero acquistato da un'organizzazione criminale falsi diplomi di "infermiere professionale" riuscendo così ad inserirsi nel mondo del lavoro ospedaliero nonostante fossero del tutto privi di conoscenze mediche. I finti infermieri erano spesso coinvolti anche in sala operatoria e in altre delicate mansioni. Altri ancora avevano anche fatto carriera diventando caposala. Secondo quanto appurato dagli investigatori coordinati dalla procura di Cosenza, l'organizzazione falsificava, in maniera impeccabile, i titoli di studio vendendoli per somme che variavano tra 8 e 10mila euro. E garantiva anche stage truffa insegnando a misurare la pressione arteriosa, medicare e prelevare sangue. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati anche beni mobili e immobili del valore di 20 milioni di euro, pari a quanto indebitamente percepito nel tempo dagli arrestati. Parallelamente, gli inquirenti stanno valutando un altro filone investigativo legato alla cessione, sempre da parte della stessa organizzazione di test d'ingresso per la facoltà di Medicina durante la selezione dei mesi passati all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Tra gli arrestati, infatti, c'è anche un funzionario dell'ateneo che forniva in anticipo agli studenti le risposte ai test d'accesso ai corsi di medicina e scienze infermieristiche della facoltà, favorendo l'ingresso a cinque studenti di cui uno è destinatario di una misura cautelare”.
martedì 9 dicembre 2008
LE MANI SULLA SANITA'
E' arrivato in libreria il volume “Le mani sulla sanità. Da nord a sud i predoni della salute”, scritto da Alessio D’Amato, Orfeo Notaristefano e Dario Petti e edito dalla Editori Riuniti. La prefazione del libro è a cura del senatore Ignazio Marino. Il volume, che esce ad un anno di distanza circa dal fortunato “Lady Asl, la casta della sanità. Fatti e misfatti” scritto sempre da D’Amato e Petti, che ha registrato in pochi mesi un vero e proprio record di vendite, prosegue la narrazione delle vicende dei casi di corruzione nella sanità laziale negli anni della giunta di Storace, con numerosi aggiornamenti sulle vicende giudiziarie che nel frattempo sono emerse, e contiene inoltre una sezione specificamente dedicata ai recenti episodi di malasanità verificatisi in Calabria.
giovedì 9 ottobre 2008
CHIUSURA OSPEDALE SAN GIACOMO: INTERVENTO DEL CONSIGLIERE REGIONALE ALESSIO D’AMATO (PD)

Primo punto: condividendo lo sforzo ciclopico che si sta facendo per rimettere a posto i conti disastrati della sanità regionale non posso non rilevare come, in tutta questa vicenda del San Giacomo, l’anomalia sia stata quella di procedere alla effettiva chiusura della struttura senza un Piano sanitario regionale che partisse dalla lettura dei fabbisogni e dall’equa ripartizione territoriale, subendo i diktat del Governo. Sicuramente a Roma vi è un surplus di posti-letto ospedalieri, ma è difficile spiegare come nello stesso decreto del Commissario ad acta di chiusura del San Giacomo vi sia un aumento di posti letto ospedalieri per una struttura privata quale è il “Campus biomedico”. Se è il momento di fare sacrifici, è bene che vengano fatti da tutti.
Secondo punto: si dice che la chiusura del San Giacomo non serve per far cassa ma, bensì, per risparmiare risorse a sostegno di altre strutture territoriali. Ora, se non sbaglio, poiché gli stipendi ai medici e agli infermieri debbono essere pagati il risparmio è la somma di acquisto di beni e servizi e di spese per il mantenimento della struttura, che ammonta a circa 6 milioni di euro l’anno. Pertanto la chiusura del San Giacomo fa risparmiare alle casse della sanità regionale una cifra modesta, che si poteva raggiungere senza provocare contraccolpi agli utenti e ai lavoratori, cifra che è addirittura inferiore agli 8 milioni di euro spesi per i costi della ristrutturazione. Se la scelta di chiudere il San Giacomo è legata esclusivamente a questi risparmi è una scelta che non ha un sostegno economico, e che serve marginalmente per ripianare il deficit della nostra regione. L’unico senso economico sarebbe la messa a reddito dell’immobile.
Terzo punto: credo che una maggioranza che fa della partecipazione un elemento caratterizzante, debba mettere la propria faccia per difendere le proprie convinzioni con gli operatori e coi malati interessati: mi dispiace che fino ad oggi non sia stato possibile.
giovedì 29 maggio 2008
NASCE IL SITO VIAALMIRANTENOGRAZIE.IT, APPELLO ON LINE CONTRO L’INTITOLAZIONE DI UNA VIA

“Il sito sarà aperto anche alle opinioni contrarie e pubblicheremo le motivazioni, qualora arrivassero, di coloro che sono favorevoli” conclude D’Amato.
L'Amministratore del blog
venerdì 16 maggio 2008
Elezioni nazionali e comunali: opinioni ed analisi post voto
Lascia un tuo commento sul voto al
Comune di Roma e dì la tua sul futuro del Partito Democratico
mercoledì 14 maggio 2008
Alemanno e la prima intervista ad un giornale straniero: il Sunday Times

Dal sito di informazione giornalistica www.corriereromano.it pubblichiamo di seguito un interessante articolo sulla prima intervista rilasciata dal sindaco Alemanno al periodico inglese Sunday Times.
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Il fascismo un bisogno, parola del 'nuovo duce'
di Simone Chiaramonte
Il Sunday Times ricomincia da dove aveva lasciato. Questa volta però si avvale del tanto declamato contraddittorio e fa il suo ingresso nella tana del lupo. Nella prima intervista ad un giornale straniero, Gianni Alemanno risponde infatti al domenicale inglese nel suo ufficio personale che si affaccia sul Foro. Il nuovo sindaco di Roma "fatica a negare di essere un fascista, un ex fascista o un post-fascista", e precisa: "La sinistra mi descrive come uno spauracchio, uno sporco camicia nera ma queste accuse non sono altro che menzogne".
Si affronta quindi il tema più spinoso: "La gente che mi chiama 'Duce' mi fa ridere. Io non sono per nulla fascista e penso che oggi questa parola appartenga ai libri di storia". Ad inneggiare al duce sotto al Campidoglio al momento della vittoria tuttavia, ricorda il settimanale, sono stati proprio i sostenitori del sindaco neo-eletto, che riguardo ai suoi convincimenti aggiunge: "Ho imparato ad odiare tutte le forme di totalitarismo, sia che siano di destra che di sinistra. Non mi sono mai sentito un fascista anche se negli anni '70 ed '80 noi ragazzi di destra credevamo che questo movimento fosse sostanzialmente positivo".
Quando però gli viene chiesto se il regime avesse avuto degli aspetti positivi, Alemanno risponde: "Ciò che è storicamente apprezzabile è il processo di modernizzazione, ad esso va imputato la realizzazione di importanti infrastrutture". Alemanno, dice il Sunday Times, ritiene Mussolini uno stimabile architetto, che "attraverso la realizzazione dell'Eur, avrebbe dato importanza all'identità culturale italiana".
Il nuovo sindaco di Roma, ricorda il giornale inglese, fa parte della coalizione di Silvio Berlusconi, "leader di uno dei governi più conservatori dalla seconda guerra mondiale, di cui fa parte anche la showgirl Mara Carfagna, ministra delle Pari opportunità".
Il giornalista britannico, senza alcuna remora, passa poi ad elencare i fatti che hanno portato Alemanno per tre volte in prigione negli anni '80, per cui è stato sempre assolto. L'ex militante del Fronte della Gioventù non ci sta a riconoscere i suoi errori, definendo gli incidenti che lo hanno coinvolto marginali, spiegabili a suo parere per il fatto di aver vissuto nel mezzo di una vera e propria guerra civile. A questo proposito fa vedere una cicatrice sul labbro superiore: "Un ragazzo mi ha tirato un pugno e mi ha spaccato il labbro. Ma eventi ben più seri di questo sono state le morti di molti miei amici attivisti, uccisi dagli estremisti di sinistra".
L'intervista non può poi non toccare il cavallo di battaglia della campagna elettorale del candidato vincitore: "Se nel sud Italia il problema è la mafia, a Roma è l'immigrazione. C'è un vasto numero di disperati che sopravvive in maniera furbesca". L'obiettivo del sindaco è espellerne 20.000.Alla fine dell'incontro, Alemanno fa un' ultima considerazione nel tentativo di liberarsi dall'etichetta che per anni gli è rimasta attaccata:" Sarebbe impossibile per un fascista essere eletto sindaco di Roma. La capitale italiana è una città che ha solide basi democratiche e che rispetta il prossimo. I romani non sono cattivi e neppure io lo sono".